Dove stavano andando? Cosa facevano tutti quanti? Qual era il senso del correre, di quell’affannarsi? Sempre le stesse domande.
E da ogni parte, lo stesso ritornello: il tempo che mancava, la giornata che avrebbe dovuto essere di trentasei ore e analoghe argomentazioni che non spiegavano nulla.
Prive di ragionevolezza, perché una giornata che durasse anche quarantott’ore avrebbe finito con l’essere identica nello svolgimento a quella a suo tempo creata da chi di giorni della settimana se ne intendeva.
Dunque, invariabilmente, frenetica e fitta di impegni, di sogni, di speranze e fantasie.
Cento colpi e le sbucciature
12,00€LA “RESISTENZA” NELL’ESPERIENZA DI RAGAZZI CHE, NEL CRESCERE, VIVONO LA FIRENZE DEGLI ANNI TRENTA
La scritta sul muro di casa
Il mare ricco
L'altra Riva
Col sangue sui ciottoli un fiore
Storia di strada, d'amore e resistenza
La corona d'oro
Cento colpi e le sbucciature 