Un libro un po’ autobiografico, un po’ amaro, un po’ tenero, un po’ storico, un po’ critico, un po’ arrabbiato, un po’ preoccupato sulle sorti dell’umanità e – con sano egoismo – di questo Paese. La Storia. L’autrice le assegna l’iniziale maiuscola, forse a ragione. Studiarla è un po’ come guardare negli occhi i propri genitori, amarli e un poco compatirli. L’amaro confronto tra il fervore della Resistenza e le povere condizioni che oggi viviamo, tra la voglia di fare del dopoguerra e la passiva rassegnazione che spesso distingue i giorni che ci tocca vivere, è sconfortante, ma la rievocazione di persone altamente positive rinvenute nel nostro passato remoto o recente riesce talvolta a far da contrappeso.
Il telaio dell'ombra
Poesia d'ottobre
Volo radente
Giardino d'avorio
Era il '68
Roberto Light
Il commercialista
Smarriti nel destino
Le tenerezze del tempo
L'altra metà di un uomo 
