La sciabola e la zappa. Giuseppe Garibaldi a Villa Castelletti di Signa

Un mese tra memoria, mito e storia (18 maggio - 21 giugno 1867)

Nuovo prodotto

ISBN 9788899112714

€ 22,00

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Invecchiato, ancora claudicante per la ferita riportata ad Aspromonte cinque anni prima. Ma tuttavia indomito, pronto a sguainare la sciabola alla testa dei suoi valorosi volontari. Giuseppe Garibaldi, l’Eroe dei due Mondi, «con la camicia rossa, il puncho grigio e il piccolo cappello rotondo con l’ala voltata in su», il 18 maggio 1867 giunse a Villa Castelletti, a Signa, ospite del marchese Leopoldo Cattani Cavalcanti.

A Villa Castelletti il nobiluomo, nel 1859, un anno prima che l’Italia divenisse una Nazione libera e indipendente, aveva fondato un istituto agrario per i figli del popolo, dove con scelta lungimirante istruzione e lavoro andavano di pari passo. Proprio a Castelletti, Garibaldi impiantò per oltre un mese il “quartier generale” chiamato a preparare la campagna militare nell’Agro Pontino culminata nell’infausta battaglia di Mentana. Svaniva così, ma solo per poco tempo, il sogno a lungo coltivato dal Generale dedito con passione al lavoro nei campi nell’eremo di Caprera: liberare Roma e farne capitale d’Italia.

Contro tutti e tutto.

Contro i sotterfugi politici, contro il governo, contro gli ostacoli diplomatici. Il soggiorno del soldato-agricoltore Giuseppe Garibaldi a Signa riemerge ora palpitante dalle pagine inedite di un documento scritto nel 1906 da Ferdinando Benucci, all’epoca di quei gloriosi fatti vicedirettore dell’Istituto Agrario di Castelletti.

Pagine che ci raccontano la fede inesausta nelle sorti dell’Italia del Grande Nizzardo. Ed anche il suo amore per la musica, come attestano due spartiti anch’essi finora mai pubblicati. Ecco allora venirci incontro il Garibaldi “signese”. Signese d’adozione dopo il leggendario soggiorno di trenta giorni a Villa Castelletti. Garibaldi sempre uguale a se stesso, ma al contempo sempre originale. In questa apparente contraddizione, il “segreto” dell’unico vero eroe popolare della storia italiana.

Pagine56
Formato21x29,7 cm
Illustratoillustrato a colori
Confezionebrossura
Anno2019
  • Maurizio Sessa

    Maurizio Sessa, nato a Napoli il 27 febbraio 1958, si è laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi su “La Civiltà Cattolica”, organo ufficiale dei Gesuiti. Giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni di Pisa, Prato e Firenze del giornale La Nazione. Per il quotidiano fondato da Bettino Ricasoli ha pubblicato una rubrica fissa intitolata "Firenze com’era", dedicata agli aspetti meno noti della città di Dante Alighieri.

    Su Nuova Antologia, rivista curata dalla Fondazione Giovanni Spadolini-Nuova Antologia, ha pubblicato numerosi saggi, esclusivamente basati su materiali inediti, dedicati a Ugo Ojetti, Franco Calamandrei, Piero Bargellini, Giovanni Papini, Filippo De Pisis, Riccardo Bacchelli, oltre a un memoriale, anch’esso inedito, sulla battaglia navale di Lissa combattuta durante la terza guerra di indipendenza.

    Collezionista di antichi giocattoli, sull’argomento ha scritto i libri Pinocchio balocco. Cento anni del burattino tra industria e artigianato, Balocchi di Olimpia (sui balocchi sportivi) e A Cavallo della Fantasia (il cavallo nell’immaginario popolare, nel mondo di fumetti, giocattoli e illustrazioni) per l’ippodromo di San Rossore. Nel 2015 con il giornalista Marcello Mancini ha pubblicato Firme d’onore, la storia della città attraverso gli autografi dei visitatori celebri di Palazzo Vecchio. Recentemente ha pubblicato La Famiglia Fabbri. Firenze-New York e ritorno. Gli avventurosi parenti degli Antinori.

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